martedì 31 gennaio 2012

Disegna ciò che vedi: le opere di Helga Wiessova nel Ghetto di Terezin

Mostra presso la chiesa del Suffragio di Bagnacavallo


Sarà allestita da domani, mercoledì 1 a domenica 5 febbraio, presso la chiesa del Suffragio di Bagnacavallo la mostra Disegna ciò che vedi: le opere di Helga Wiessova nel Ghetto di Terezin, voluta dall’Amministrazione comunale in occasione della Giornata della memoria e curata dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea per coinvolgere le nuove generazioni nel ricordo delle vittime dell’Olocausto
.Gli alunni delle scuole elementari e medie bagnacavallesi visiteranno la mostra e mercoledì 1 febbraio avranno anche l’opportunità di incontrare dalle 9, presso la scuola Berti, Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e dell'Età contemporanea in Ravenna e provincia, che parlerà loro del ghetto di Terezin. Sarà inoltre proiettato il filmato Teresienstadt, la città che Hitler regalò agli ebrei di Jan Ronca, che parla della funzione del ghetto di Terezin nel sistema concentrazionario nazista e include toccanti interviste a sopravvissuti, tra cui quella a Helga stessa.

La mostra raccoglie sessanta disegni (trenta esposti a Bagnacavallo e trenta ad Alfonsine presso l’Istituto Storico della Resistenza) realizzati dalla piccola Helga Wiessova ad acquerello e con matite colorate dapprima su carta da disegno e poi su qualsiasi ritaglio trovasse durante i tre anni di permanenza a Terezin, dove fu internata a 12 anni per poi essere in seguito deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen, dove venne liberata nel maggio 1945.

I disegni di Helga rappresentano un'insostituibile testimonianza documentaria della vita quotidiana che si svolgeva a Terezin, fortezza a 60 chilometri da Praga trasformata dai nazisti nel novembre 1941 in un ghetto per ebrei dove furono trasferiti uomini, donne, bambini provenienti dalle regioni boeme, tedesche, austriache, olandesi, danesi, slovacche, ungheresi. La funzione del ghetto era quella di centro di raccolta, da cui veniva organizzata la deportazione degli ebrei verso Auschwitz e gli altri campi di sterminio. In questo ghetto furono rinchiuse circa 141.000 persone, di cui 35.000 morirono per le spaventose condizioni di vita e 88.000 furono deportate verso i campi dell’est.

Tra i prigionieri del ghetto c’erano circa 15.000 bambini, di cui poco meno di cento sopravvissero alla Shoah.

La mostra sarà aperta fino al 5 febbraio tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17. La chiesa del Suffragio è in via Trento Trieste.
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