Domani, martedì 31, alle 17,30, la Messa celebrata dal Vescovo
Ci stiamo avvicinando al Bicentenario della nascita di Don Bosco, che si celebrerà il 16 agosto 2015; per tutta la Famiglia Salesiana e per l’intero Movimento Salesiano è un grande avvenimento.
Quest’anno il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez Villanueva, nella Strenna 2012 “Io sono il buon pastore.
Il Buon pastore offre la vita per le pecore” (Gv 10,11) mette in evidenza e sviluppa temi fondamentali quali: Conoscenza di Don Bosco e impegno per i giovani – Alla riscoperta della storia di Don Bosco – Motivazioni per lo studio della storia di Don Bosco – Funzione attualizzante della storia – Oltre cento anni di storiografia “al servizio del carisma” – Verso una lettura ermeneutica della storia salesiana – Quale immagine di Don Bosco oggi – Suggerimenti per la concretizzazione della Strenna.
Don Bosco, nato il 16 agosto 1815 ai Becchi (Asti), morto il 31 gennaio 1888, ai salesiani che vegliavano attorno al suo letto mormorò nelle ultime ore: “Facciamo del bene a tutti, del male a nessuno!... Dite ai miei ragazzi che li aspetto tutti in paradiso”. Di questo grande uomo e santo il Cardinale Giacomo Biffi, riflettendo sulla figura e sull’opera del Fondatore della grande Famiglia Salesiana ha detto che il suo è stato un annuncio di gioia che fiorisce da una visione seria e drammatica della realtà. Da tutti gli scritti di Don Bosco emerge la persuasione che per lui la vita dell’uomo non è una avventura dal lieto fine immancabile: è piuttosto una scelta tremenda tra due opposti destini. Il Paradiso, come meta di felicità alla quale siamo tutti chiamati, è da lui ricordato continuamente, ma non viene mai taciuto il rischio reale della dannazione. Qui trova il suo fondamento la missione sacerdotale concepita come donazione perché nessuno dei fratelli vada perduto: l’anelito alla salvezza delle anime è la molla segreta di tutta l’opera di Don Bosco.
E’ sempre importante ricordare che nella Chiesa c’è un movimento di persone ben visibile: la Famiglia Salesiana. I Salesiani nel mondo sono 17.000, con 1.500 opere educative; il ramo parallelo, Figlie di Maria Ausiliatrice, le religiose di Don Bosco conta 16.000 suore. Dal “ceppo salesiano” sono sorte una trentina di Congregazioni e un Istituto secolare, le Volontarie di Don Bosco, che conta 2.000 volontarie. I Cooperatori Salesiani, laici a fianco delle opere di Don Bosco, sono decine di migliaia; in scuole, oratori, parrocchie salesiane, tantissimi altri Laici educano i ragazzi ispirandosi a Don Bosco: gli Exallievi, con tanto di tessera, ma difficili da contare. Questa grande Famiglia oggi si impegna ad educare i giovani col Sistema Preventivo di Don Bosco! Riporto con piacere alcuni pensieri nati dal cuore del Santo, nutrito di Vangelo e animato da schietto amore per i giovani: La prima felicità per un fanciullo, è di sapersi amato – In ogni giovane, anche il più disgraziato, vi è un punto accessibile al bene; è dovere dell’educatore ricercarlo – Io ritengo che, senza religione, nulla si può fare di buono tra i giovani – In educazione nulla di solido ci sarà mai, finché il giovane non abbia abbandonato il cuore alla confidenza – Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore.
Un pensiero alla mamma di Giovanni Bosco, Margherita Occhiena, da lui descritta come donna di carità, lavoro e fede: “Amava Dio, o quanto lo amava! Ogni momento della sua giornata era rivolto al Signore ed ha insegnato ad ognuno di noi ad avere con Lui un rapporto speciale…”
Cristina Casadei



















